#MOSTRA
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MARTINE SYMS: NEURAL SWAMP

Cos’è?

Neural Swamp è l’installazione digitale di Martine Syms presentata all’interno della Stagione 2 di Verso. Martine Syms è l’assegnataria della Future Fields Commission in Time-Based Media, un’iniziativa a sostegno della creazione, da parte di artistə emergenti, di opere innovative nei campi di videoarte, cinema, performance e sound art.

In un ambiente che ricorda un campo da golf o una tensostruttura sportiva, in cui il verde rimanda al green dei campi, ma anche allo sfondo usato per riprese digitali, coabitano tre entità: Athena, Dee e la narratrice, Jenny. A ciascuna è dedicato uno schermo, dal quale le tre attrici comunicano tra loro attraverso la lettura di un copione generato in tempo reale da un software AI di scrittura. Anche le voci delle protagoniste sono prodotte da una intelligenza artificiale, che l’artista ha sviluppato e addestrato principalmente sulla base della propria voce.

La scena viene generata e rigenerata: insieme seguiamo il tentativo di Athena, ex-campionessa di golf in declino, e Dee, la sua assistente personale, di organizzare un appuntamento. Il dialogo si perde continuamente nel vuoto, e nonostante le voci si rivolgano l’una all’altra la possibilità di comunicazione fallisce, così come l’ascolto reciproco.

Martine Syms: Neural Swamp/The Future Fields Commission è organizzata da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con il Philadelphia Museum of Art.

Bussola

In Neural Swamp, Martine Syms tocca una serie di temi, solleva una serie di domande. Possiamo usare questi temi e domande per orientarci nell’opera?

 

  • Machine Learning: con cosa alimentiamo le macchine per far loro produrre qualcosa? Come addestriamo una macchina?
  • Rapporto tra voci e macchine: c’è sempre un residuo di impossibilità nel riprodurre la voce umana attraverso le macchine, legata alla componente corporea delle voci. Come possiamo rapportarci con questa impossibilità?
  • È possibile che la tecnologia sia anche una forma di muro, e non solo un canale di comunicazione?
  • Real time cinema: l’essere continuamente su schermo, registratə o sorvegliatə, può essere considerato una forma di performance costante, un processo che si può definire nei termini di un film perennemente in fase di produzione, esteso quanto il mondo. Possiamo dire di vivere in un film perenne?
QUANDO E DOVE?

Dal 5 novembre 2021 al 30 gennaio 2022

venerdì, sabato e domenica | h 12:00-19:00

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16, 10141, Torino

PER INFO:
011-3797600

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